45 anni fa il parallelo della Gardena che cambiò lo sci

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23 marzo 1975: Gustavo vince la sua quarta Coppa del Mondo battendo lo svedese in Val Gardena nel leggendario parallelo.

La grande sfida culminante avviene proprio il 23 marzo del 1975: esattamente quarantacinque anni fa sulla pista Ronc di Ortisei. Nel famigerato parallelo di Val Gardena Gustavo Thoeni, in una finale testa a testa con il diretto avversario, lo svedese Ingemar Stenmark, conquistò la sua quarta Coppa del mondo assoluta, davanti a 40.000 spettatori, con 20 milioni di italiani davanti alla tv. La gara della storia. Nessun appassionato la potrà mai dimenticare.

Ma come si era potuti arrivare alla parità del punteggio fra Thoeni, Stenmark e Klammer (sì, c’era anche il grande Kaiser) all’ultima, crudele gara della stagione? Un breve percorso nella memoria. La rimonta del giovane Stenmark comincia a Naeba, in Giappone. La Valanga rotola a valle; non si adatta alla stramba neve nipponica, mentre lo svedese fa quasi il pieno con un primo posto in gigante e un secondo in slalom. Ci sono ancora gli scarti di punteggio, i risultati peggiori non servono, quindi Stenmark recupera 45 punti importanti (25 al primo, 20 al secondo), mentre Thoeni ne fa 8 inutili e Klammer ne mette via 6. Thoeni 206, Klammer 190, Stenmark 175.

Mentre Stenmark continua a vincere, arriva il turno di Klammer che centrando la vittoria a Jackson Hole, negli Usa, si rilancia. A Sun Valley, Gustavo e Ingo fanno entrambi un primo e un terzo, ma l’azzurro deve scartare punti mentre Stenmark prende tutto. Thoeni 240, Stenmark 240, Klammer 215.

E siamo all’atto finale. Nella discersa di Val Gardena Klammer, ovviamente, vince e riagguanta i due battistrada. Deciderà il parallelo.

Domenica, la Valanga è pronta a dare battaglia per la vittoria di Gustavo, Stenmark non ha nessuna intenzione di mollare, Klammer spera negli errori degli altri, ma va subito fuori, contro Helmuth Schmalzl. Primo boato del pubblico assiepato in ogni spazio della Ronc.

Pietrogiovanna si immola in un harakiri per consentire a Gustavo di innalzarsi agli altari. Thoeni lo ringrazia ancora oggi. Stenmark fa l’acrobata e sembra imbattibile. Non perde un colpo, nonostante le indubbie maledizioni (naturalmente nascoste) di Marione Cotelli e di tutto l’entourage italiano.

Fausto Radici è l’ultimo. Arriva ad un passo dal compiere l’impresa, ma l’impeto lo tradisce e il gelido svedese va in finale. Radici ce l’ha messa tutta, cede ma con il pieno onore delle armi.

L’atto conclusivo. Gustavo contro Ingemar. Il fotogramma che conta è quello che vede schizzare Thoeni come un fulmine dal cancelletto. Stenmark cerca di recuperare, ma alla terzultima porta dal traguardo cade e Re Gustavo stringe la sua quarta  Coppa.

Gustavo Thoeni ha avuto modo di ricordare più volte l’enorme tensione di quella giornata e di ammettere: «Quando lui uscì provai un senso di liberazione. Avevo paura di vivere un incubo perdendo la Coppa all’ultima gara, invece realizzai il mio sogno». Come immediato premio arrivò anche l’annuncio della moglie Ingrid, che gli rivelò di essere in dolce attesa della figlia Petra.

Nel giorno del 45esimo anniversario dell’evento, forse un po’ di nostalgia c’è. Ma siamo sicuri che il parallelo sia davvero passato di moda? La Fis lo sta ora riportando in auge, staremo a vedere.

Fonte: Fisi.org

Foto: archivio Rivista Sci