L’anno d’oro dello sci alpinismo e il sogno olimpico

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E’ stato un anno da incorniciare quello appena concluso per lo sci alpinismo, pratica in continua ascesa che, anche dal punto di vista agonistico, si sta ritagliando una identità sempre più precisa e punta a diventare sport olimpico.

Tra l’altro è una specialità dove i nostri atleti eccellono: al vertice della classifica della Coppa del mondo troviamo infatti due azzurri, Michele Boscacci al primo posto e Robert Antonioli al secondo. Tra le donne il successo è andato invece alla svizzera Laetitia Roux.

“Siamo orgogliosi dei risultati ottenuti in questa stagione – ha spiegato Armando Mariotta, presidente della ISMF, (Federazione internazionale di ski mountaineering) – Le gare di Coppa del mondo hanno avuto 400-600 partecipanti nelle tappe di Font Blanca, Valtellina Orobie, Pierra Menta, and Tour du Rutor, in altre località la media si è attestata invece attorno ai 300 partecipanti, e sta crescendo anche l’interesse del pubblico”.

Sono in crescita anche i montepremi e le nazioni partecipanti: il prize money complessivo per le singole gare sono saliti a 15.000 euro più 6200 euro messi sul piatto dal comitato organizzatore e le nazioni rappresentate sono state per ogni appuntamento da 14 a 20.

Un movimento in crescita, che ogni anno vede l’affiliazione di nuove nazioni e il cui obiettivo è entrare a far parte del Comitato Olimpico Internazionale che, già nel 2014, aveva dato un riconoscimento preliminare. Ora si punta a Pechino 2022.