Ivica Kostelic rock man per una serata a Madonna di Campiglio

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Per una sera il croato Ivica Kostelic ha smesso i panni di grande campione dello sci per imbracciare la chitarra e scatenarsi come un autentico rock man nella serata campigliano.

LIVE DA CAMPIGLIO – E’ salito sul palco per indossare la maglia gialla “fulmine” di vincitore a Campiglio e poi è stato coinvolto dalle note rock della band e chitarra in mano si è scatenato.

Ivica Kostelic è anche questo, grande campione, oggi allenatore dei talenti croati e grande musicista come del resto i nostri Dominik Paris e Patrick Staudacher.

Sono stati circa 400 invitati a godere di questa performance in un vortice di suggestioni, emozioni e musica.

Prima le suggestioni di un mito come Zeno Colò, nel centenario della sua nascita, con un omaggio recitato da dedicare al campione dell’Abetone ed allo sci dei pionieri. Poi le emozioni di ben sette campioni e vincitori della 3Tre sul palco per il rito della Maglia Fulmine, il cimelio esclusivo riservato a coloro che hanno almeno una volta trionfato sul Canalone Miramonti: Alberto Tomba, Marc GirardelliIvica Kostelić, Piero Gros, Giorgio Rocca, Ivano Edalini e Henri Bréchu, tutti insieme.

Infine le note sfrenate di Ivica Kostelić, il quale terminata la carriera sulla neve se ne sta regalando un’altra da musicista, rocker trascinante che ha conquistato il pubblico con la sua chitarra e la sua simpatia, divenendo l’autentico mattatore della serata. Un campione che ha saputo reinventarsi, “d’altronde lo sport è questo, ha il potere di rendere le persone migliori”, ha spiegato l’asso croato.

Una serata che ha visto il ritorno a Campiglio dopo 2 anni di assenza di Albertone Tomba che ha preferito parlare di domani e non di ieri: “Prepariamoci a questa 3Tre con tante speranze. Magari con lo stesso podio di Zagabria ma a ruoli invertiti e il nostro Vinatzer primo. Oppure Gross, forse è il suo giorno. Comunque sia, che sia Italia”, ha detto.

Vicino a lui Marc Girardelli, fenomeno poliedrico in un’epoca in cui era l’Italia a dettare legge tra i pali stretti: “Io ero forte e completo, certo – ha raccontato Marc – ma quando arrivava Alberto, bisognava mettersi da parte”. Tanti ricordi ai quali dedicare un brindisi, con le bollicine Ferrari, assaporando i piatti prelibati degli chef stellati: a Campiglio ogni cosa è speciale, non solo lo slalom.

Foto: 3Tre Campiglio Ski World Cup