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Prova – Peugeot 4007 2.2 16V HDi FAP

CategoriaAuto10 ottobre 2008

C’è una sinergia ad alto livello dietro la Peugeot 4007, il SUV della Casa del Leone: al progetto hanno lavorato Mitsubishi, Citroën e appunto l’altro costruttore transalpino. Il risultato è stato un mezzo “charmant” a partire dal design, personale e gradevole: frontale a “bocca di squalo”, ampia calandra, gli inequivocabili gruppi ottici, il grosso logo del leone al centro e le prese d’aria sezionate ai lati del fascione basso, reso un tutt’uno con la grande calandra. Passaruota molto bombati, vista laterale massiccia, mancorrenti ben visibili e tettuccio trasparente caratterizzano invece la linea laterale così come il posteriore segue un trend stilistico che punta a dare la sensazione di robustezza ed affidabilità. Un SUV “middle size” con un bagagliaio più che soddisfacente per le esigenze dello shopping come per la passione per gli sport invernali, il tutto con una piacevole attenzione per i dettagli. All’interno l’atmosfera è accogliente, lo stile curato e la percezione di qualità soddisfa sia l’occhio che il tatto. Piace l’abbondanza di vani portaoggetti, un
particolare sempre più importante per chi viaggia. Abbondante lo spazio sia davanti sia dietro, ben sfruttato
da soluzioni pratiche, votate alla massima flessibilità. Sul fronte motoristico, Peugeot ha pensato a un propulsore diesel common rail 2.2 HDi da 156 cv, abbinato a un filtro attivo antiparticolato FAP di serie migliorato nelle performance (DPFS). Il cambio è un manuale a sei marce, ma con una nuova rapportatura che ne consente una migliore fruizione e che sfrutta al meglio le caratteristiche di questa nuova versione HDi. Lo schema utilizzato per le sospensioni è MacPherson all’anteriore e multilink al posteriore, una soluzione che garantisce un elevato livello di comfort, oltre che valide prestazioni in tracciati più impegnativi. Comune al fratello Citroën anche la trasmissione integrale a tre step, oltre al già citato sistema di sospensioni: quattro ruote motrici, due ruote motrici e una configurazione dedicata alle condizioni di scarsa aderenza. Il risultato del nostro test è positivo. Il quattro cilindri HDi si rivela impeccabile, nonostante si percepisca qualche vibrazione assolutamente non fastidiosa. “L’essere diesel” è una caratteristica che si apprezza una volta in marcia: cambiate fluide appena sopra i 2000 giri, coppia a volontà per muoversi con disinvoltura tra i viottoli del centro cittadino e una spinta energica quando si cerca l’allungo in percorso extraurbano. Il propulsore è piuttosto elastico, riprende bene fino alla quinta marcia, mentre in sesta devi mettere in preventivo una certa inerzia: meglio scalare se hai bisogno di scatto. Il funzionamento della trazione integrale è ineccepibile. Non si avvertono particolari scompensi e la coppia fluisce dal motore alle ruote ininterrottamente. Il risultato è un comportamento neutro, tanto su asfalto che in fuoristrada, ben imbrigliato da un controllo di stabilità più che puntuale. I freni rispondono sempre bene, nei limiti s’intende di un mezzo con baricentro alto e massa non indifferente. La 4007 si guida con piacere grazie al volante ampio e a una posizione di guida decisamente ben studiata. Il prezzo ci sembra equilibrato. Due gli allestimenti disponibili per l’unica motorizzazione attualmente disponibile: Tecno al prezzo di 33.500 euro e Feline al prezzo di 37.100 euro. Dimenticavamo: il propulsore è il risultato di una partnership con il Gruppo Ford che lo rende capace di funzionare con un 30 per cento di miscela biocarburante e diesel. L’idea è quella di offrire un SUV in grado di rispettare elevati standard di eco-compatibilità, in un periodo in cui (non solo in Italia) questa tipologia di vetture sono al centro dell’attenzione per eventuali tassazioni extra. Un “plus” insomma anche per tutti coloro non fissati con l’ecologia ma che non vogliono rinunciare a utilizzare l’auto nei centri urbani.

Pierluigi Bonora