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RN, Rifondazione Nordica

CategoriaAgonismo28 febbraio 2010

E va in cascina anche la 50 chilometri di fondo facendo calare il sipario sulla parte nordica di questa Olimpiade. Ci si aspettava molto dagli sci stretti, forse perché a Torino sono stati quelli che hanno contribuito maggiormente al bottino di 11 medaglie, mentre qui in Canada hanno messo in luce tutte le lacune di una gestione da ricevere. Nella notte italiana Giorgio Di Centa doveva difendere il titolo olimpico di quattro anni fa e non è andato oltre l’undicesimo posto, il migliore degli italiani, ma in tutta onestà non c’erano grandi aspettative intorno al friulano.  Gli anni passano per tutti e contro il giovane talentuoso e un pochino arrogante, Petter Northug c’era proprio poco da fare, ma questo non giustifica nessuno. E soprattutto non sorprende affatto.

La barca è andata a fondo nella staffetta che rappresenta la massima espressione sportiva di una nazione in quella disciplina. Va detto che tre quarti della squadra scesa sulle nevi fradice di Whistler Olympic Park è la stessa dal 2002, quella che vinse l’argento a Salt Lake City e si ripeté a Torino. Il trittico storico è Giorgio Di Centa, Pietro Piller Cottrer e Cristian Zorzi, ad oggi fanno 112 anni in tre, che vale in record della nazionale più vecchia in tutta la storia del fondo. È pur vero che lo sci nordico consente vite agonistiche longeve, ma qui ci pare eccessivo, non tanto per il valore atletico dei tre, ma per la assenza di un vivaio all’altezza. In questi giorni si fa un gran parlare di ricambio generazionale, espressione usata e abusata, soprattutto alla luce della immobilità che la federazione ha mostrato negli ultimi anni. E oggi i risultati emergono in tutta la loro durezza. Forse sarebbe il caso di fondare un nuovo partito: RN, Rifondazione Nordica.

Vabbhè, intanto accontentiamoci dell’argento di Killer Piller che ha già detto che a Oslo 2011 vuole essere protagonista. Speriamo solo che sia in buona compagnia, perché Sochi è più vicina di quanto si pensi.

Carlo Brena / Vancouver