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Un Razzo per ricordarci che non siamo extraterrestri

CategoriaL'opinione28 febbraio 2010

Grazie Razzo, sei il più forte! Hai portato con incoscienza sulle tue spalle la responablità grandissima di riscattare non solo lo sci azzurro, ma tutto il movimento olimpico italiano. Lo hai fatto con una spavalderia che ricorda quella dell’Alberto nazionale. E’ nata una nuova stella per ricordarci, dopo le delusioni di Torino e di Whisler, che siamo ancora un popolo di sciatori. L’Olimpiade si chiude nel segno dei giovani, come era iniziata (Pittin, Fontana…). Da loro bisognerà partire per rifondare un movimento che mostra più di una crepa. Magari con l’aiuto di due “vecchietti” (agonisticamente parlando) di nome Piller Cottrer e Zoegeler.

Claudio Primavesi