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Al tempo non si comanda, neanche quando è Olimpico.

CategoriaAgonismo25 febbraio 2010

Che la federazione internazionale per organizzare le gare di Coppa del Mondo di sci alpino preferisca Lake Louise a Whistler in British Columbia, ci sarà pur una ragione. La voglia dire tutta e tutta subito. La località dell’Alberta offre molte più garanzie di stabilità di quante ne offrono le piste olimpiche di questi giorni. L’influsso dell’oceano che è qui a due passi, rende questo tempo così ballerino e capriccioso che è persino irritante. Gli amanti delle statistiche potranno sbizzarrirsi a risalire a quale Olimpiade ha avuto così tante modifiche nel programma degli eventi, ma lo slittamento della seconda manche del gigante femminile di quest’oggi a “data da destinarsi” è davvero emblematica se non paradossale. Siamo alle Olimpiadi oppure alla sagra di San Cristoforo? Con buon pace del santo a cui vogliamo molto bene, si intende. Nella gara a staffetta dello sci di fondo, il meteo è cambiato quattro volte, quasi uno per frazione. Nella parte conclusiva della gara si è passati dalla neve cadente ad un accenno di pioggia, per poi vedere una nebbia coprire l’Olympic Park fino ad un raggio di sole nelle battute finali. Il tutto nell’arco di un quarto d’ora.

Vabbhè, anche questa è cronaca a cinque cerchi, per una Olimpiade che verrà ricordata per la debacle del medagliere italiano e per i sorrisi dei volontari, di cui parleremo ben presto.

Carlo Brena / Vancouver