Rocca risponde ai giornali
| Categoria | Agonismo | 15 luglio 2009 |
Dopo l’annuncio dei giorni scorsi di non voler partecipare alla trasferta sudamericana, Giorgio Rocca si affida al suo blog per rispondere agli articoli usciti in questi giorni sui giornali, dove si facevano supposizioni sulla decisione presa.
Riportiamo di seguito integralmente il testo del messaggio di Rocca.
“Finalmente un’estate diversa. Ho deciso di continuare per fare la mia ultima stagione d’atleta con delle scelte che vanno fuori dalle righe e che fanno discutere, ma questo non è importante.
La preparazione atletica continua ad essere fatta con Roberto Manzoni. Abbiamo inserito delle piccole variazioni dettate dalla mia voglia di fare cose diverse con attività che mi stimolano sotto altri profili tipo equilibrio e giocoleria.
Per quanto riguarda la preparazione sciistica e tecnica è arrivato il nuovo allenatore Jacques Theolier che mi sta facendo lavorare in cose prima un po’ tralasciate e che abbiamo ripreso con buoni risultati.
Ad agosto ho deciso di fare 3 settimane di sci a Zermatt, con il mio skiman Reinold Brugger, il mio preparatore Manzoni e con altre persone che mi daranno una mano per fare una buona mole di lavoro sciistico.
Questa decisione è soprattutto personale e mi stimola per tornare al vertice con determinazione perchè in passato solo quando ho preso decisioni fuori dagli schemi sono arrivato all’obiettivo.
Nel primo periodo potrò sciare con Theolier per impostare il lavoro, poi mi aggregherò ai miei avversari stranieri (austriaci, svizzeri, croati…che mi hanno dato il massimo supporto) che rimarranno in Europa.
Al 23 agosto se il lavoro non sarà stato proficuo potrei decidere di andare in Argentina.
Sulle mie scelte ha pesato anche la situazione economica delle aziende che ha obbligato la FISI a stabilire un carico di circa 2/3.000 euro ad atleta per trasferta e solo tra 5 e 8 paia di sci a testa, pochi per me che sono abituato a portarne 15/20 paia.
Per quanto riguarda le cose scritte e sentite in questi giorni, mi auguro che l’autore non abbia mai nessuno dei suoi cari in difficoltà . Mettere in dubbio lo stato di salute di mio figlio è stata un’azione vile, soprattutto spero che in futuro questo signore si dedichi al giornalismo sportivo e basta.
Per finire mia moglie in questi anni mi ha sempre supportato e quando non è venuta alle gare è stato per stare con i nostri figli. Mi ha sempre sostenuto e consolato in questi anni complicati durante i quali ho dato importanza solo all’essere atleta trascurando il resto”.














