Donne volanti olimpiche?
| Categoria | L'opinione | 28 aprile 2009 |
In Canada imperversa la poemica perché un gruppo di saltatrici con gli sci ha fatto ricorso presso la corte di giustizia di quel Paese per poter prendere parte ai Giochi olimpici di Vancouver. Il
Comitato olimpico internazionale, infatti, nonostante numerose richieste anche della stessa Federazione internazionale sci, non ha mai ammesso il salto femminile ai Giochi bianchi. Perché?si dice che il fisico della donna non possa sopportare lo stress fisico dell’atterraggio. Le atlete che hanno fatto ricorso alla giustizia della foglia d’acero dicono che la non partecipazione ai Giochi sarebbe contraria alla carta costituzionale di quel Paese che prevede l’eliminazione di ogni forma di discriminazione tra i sessi. A parte il legittimo dubbio sul fatto che quella sede sia competente a decidere in materia (è il Cio e non il Vanoc – comitato organizzatore di Vancouver – a decidere quali discipline ammettere), avrei diverse perplessità sull’esclusione delle saltatrici. Prima: non sono un medico, può darsi che l’atterraggio crei troppo stress al fisico femminile, ma allora non dovrebbe esserci nessuna gara internazionale di salto femminile! Seconda: lo skicross non è sport meno “maschio”, infatti raccoglie meno concorrenti (83 donne da 14 Paesi gareggiavano ai massimi livelli nel 2006 nel salto, quando il Cio decise di ammettere a Vancouver lo skicross femminile, che vedeva solo 30 atlete da 11 Paesi ai massimi livelli ) del salto femminile. Dunque, viva le donne volanti!
Claudio Primavesi














